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Novità Giurisprudenziali

Novità Giurisprudenziali. Se c’è un handicap in famiglia

Cassazione. Sezione Lavoro, 17 maggio 2006, n°11525. La situazione d’inabilità (impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accom­pagnatore o necessità di assistenza con­tinua per impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita), necessaria per l’attribu­zione dell’indennità di accompagnamento ex art . 1 l. n. 18 del 1980, può configurarsi anche con riguardo a bambini in tenera età, ancorché questi, per il solo fatto di essere ta­li abbisognino comunque di assistenza, at­teso che la legge non pone un limite minimo di età e tenuto conto che detti bambini pos­sono trovarsi in uno stato tale da comportare, per le condizioni patologiche del sogget­to la necessità di un’assistenza diversa, per forme e tempi di esplicazione, da quella occorrente ad un bambino sano.

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Novità Giurisprudenziali. Mansioni Inferiori e Demansionamento

Cassazione, sezione Lavoro ,6 maggio 2006, n. 11430, relatore dott. Amoroso«Poiché l’art. 21 03 c.c. pone il divieto al datore di lavoro di adibire il lavoratore a mansioni inferiori e all’ultimo comma sanziona con la nullità i patti contrari, è illegittimo il demansionamento di un dipendente, con conseguente legittimità dell’astensione dal lavoro da parte di quest’ultimo seguita all’eccezione di inadempimento dal medesimo formulata ai sensi dell’art. 1460 c.c.».

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Novità Giurisprudenziali. Infortunio con rissa

Cassazione, sezione lavoro, sentenza del 27 gennaio 2006, n.1718
Quando si verifichi nel corso di una rissa sul luogo di lavoro (Nella specie, il lavoratore era intervenuto per sedare una lite tra la guardia addetta al servizio di vigilanza ed un terzo).

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Novità Giurisprudenziale. E’ legittima l’assenza dal lavoro per reazione alla mancanza di misure di sicurezza contro le rapine

Cassazione, sezione lavoro, 7 novembre 2005 n. 21479 – Rel. Capitanio
L’inadempimento dell’obbligo di prestare l’attività lavorativa non è tale da giustificare il licenziamento del lavoratore, se ciò trova giustificazione nella mancata adozione da parte del datore di lavoro delle misure di sicurezza che, pur in mancanza di norme specifiche, il datore è tenuto a osservare a tutela dell’integrità fisica e psichica del prestatore di lavoro (art. 2087 c.c.) e se quest’ultimo, prima dell’inadempimento, secondo gli obblighi di correttezza, informa il datore di lavoro circa le misure necessarie da adottare a tutela dell’integrità fisica e psichica del medesimo.

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Novità Giurisprudenziali. L’attività  svolta durante un’assenza per malattia non costituisce inadempienza se …

Cassazione Sezione Lavoro 6 ottobre 2005 n. 19414.
Lo svolgimento di altra attività lavorativa da parte del dipendente assente per malattia non può giustificare il recesso del datore di lavoro allorquando l’attività svolta non possa pregiudicare un pronto recupero psichico e fisico del lavoratore.

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Novità Giurisprudenziali. Congedo straordinario fratelli e sorelle per familiare portatore handicap

Corte Costituzionale sentenza 16 giugno 2005 n. 233.
È fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non prevede il diritto di uno dei fratelli o delle sorelle conviventi con il soggetto con handicap in situazione di gravità di fruire del congedo ivi indicato, nell’ipotesi in cui i genitori siano impossibilitati a provvedere all’assistenza del figlio handicappato perché totalmente inabili.

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Novità Giurisprudenziali. Obbligo invio certificato medico in caso di malattia all’estero

CASSAZIONE, SEZIONE LAVORO, 24 GIUGNO 2005, N. 13622
La regola di cui all’art. 3 d.l. 30 dicembre 1979 n. 663, convertito in legge 29 febbraio 1980 n. 33, la quale impone al lavoratore l’obbligo di recapitare o trasmettere al datore di lavoro, entro due giorni dal relativo rilascio, il certificato di diagnosi e l’attestazione sull’inizio e la durata della malattia, nonché quello di indicare il domicilio durante la malattia stessa, è applicabile, in base ai principi di correttezza e buona fede ex artt. 1175 e 1375 c. c., anche all’ipotesi di malattia contratta all’estero.

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L’Avvocato Risponde. Provvedimenti disciplinari e mansioni diverse e inferiori

Sono un dipendente bancario e fino a pochi mesi fa mi occupavo della “Gestione Portafoglio Clienti”, ruolo che ho ricoperto per più di dieci anni. A seguito di un provvedimento disciplinare che, oltretutto, ha coinvolto anche altri Colleghi mi sono state assegnate mansioni diverse, per lo più di contenuto generico, ripetitivo e del tutto prive della benché minima responsabilità. In tale frangente sono stato oltretutto spostato dalla Filiale alla Direzione (….). Mi sento leso non soltanto nella professionalità ma anche nei rapporti con la clientela, con i Colleghi (…). Alla luce di quanto esposto, vorrei sapere come poter tutelare al meglio la mia posizione.
ATTENZIONE: La risposta al quesito non tiene conto di eventuali novità giurisprudenziali successive alla pubblicazione della risposta sulla rivista La Voce dei Bancari

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Novità Giurisprudenziali.Sull’obbligo dell’invio del certificato medico in caso di malattia insorta all’estero

CASSAZIONE, SEZIONE LAVORO, 24 GIUGNO 2005, N. 13622
La regola di cui all’art. 3 d.l. 30 dicembre 1979 n. 663, convertito in legge 29 febbraio 1980 n. 33, la quale impone al lavoratore l’obbligo di recapitare o trasmettere al datore di lavoro, entro due giorni dal relativo rilascio, il certificato di diagnosi e l’attestazione sull’inizio e la durata della malattia, nonché quello di indicare il domicilio durante la malattia stessa, è applicabile, in base ai principi di correttezza e buona fede ex artt. 1175 e 1375 c. c., anche all’ipotesi di malattia contratta all’estero.

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Novità Giurisprudenziali. Trasferimento illeggitimo per mansioni non equivalenti sul piano professionale

CASSAZIONE, sezione lavoro, 11 aprile 2005 n. 7351.
Sussiste la dequalificazione quando l’assegnazione del lavoratore a nuove mansioni, sebbene corrisponda all’inquadramento contrattuale posseduto dal medesimo, non consenta allo stesso la piena utilizzazione o l’arricchimento della professionalità acquisita nella fase pregressa del rapporto (nella specie il lavoratore, dipendente di Poste Italiane s.p.a., già responsabile di un’agenzia di coordinamento era stato spostato a svolgere le mansioni di preposto ad un’agenzia di base con attribuzione di un’indennità di funzione inferiore a quella percepita in precedenza).

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